Sai usare il pensiero caleidoscopico?

Foto: "Caleidoscope" by Junray

Foto: “Caleidoscope” by Junray

Rosabeth Moss Kanter, docente alla Harvard Business School e direttrice della Harvard University Advanced Leadership Initiative, è stata la prima a parlare di “pensiero caleidoscopico”.

Il caleidoscopio lo conosciamo tutti: è un tubo che contiene due specchietti (disposti con un angolo di 60°) e piccoli oggetti colorati; le riflessioni multiple di questi oggetti formano immagini (spesso simmetriche) che cambiano, in modo imprevedibile (e affascinante), ad ogni movimento.

Il caleidoscopio” – afferma la Moss Kanter – “è un insieme flessibile di elementi: se lo ruoti, o se guardi da una diversa angolazione, puoi vedere un’immagine o un pattern diverso. Non è la realtà che è fissa, ma la nostra visione della realtà. È importante imparare a vedere nuove possibilità.” (The professor as a business leader)

Il pensiero caleidoscopico, quindi, riguarda l’immaginazione e la generazione di nuove idee, ma non solo.

Grazie questo stile di pensiero possiamo stimolare

–      l’ “intelligenza fluida” definita da diversi autori, come Raymond Cattell, come la capacità di analizzare problemi nuovi, di identificare gli schemi e le relazioni sottostanti;

–      il riconoscimento dei “pattern” e di “collegamenti deboli” per giungere a soluzioni innovative;

–      l’ “ambiguità creativa”, la capacità, cioè, di accogliere idee e concetti che sembrano contrapposti tra loro.

Thomas Edison è stato uno dei personaggi più innovativi e più prolifici di tutti i tempi (ha depositato oltre mille brevetti), un inventore eclettico, capace di coinvolgere ed appassionare i collaboratori e gli investitori (se non l’hai letto dai un’occhiata al post “Un approccio illuminante”).

Thomas aveva sempre con sé un taccuino in cui annotava osservazioni sui fenomeni naturali (di botanica, chimica, elettricità, ecc.), intuizioni e idee, schizzi per nuove invenzioni, risultati degli esperimenti realizzati, ecc. Questo gli ha permesso di cogliere collegamenti inediti tra i fenomeni e di individuare domande cruciali per le sue ricerche. Il suo approccio “euristico” lo ha spronato a concentrarsi più sui modelli osservati (pattern) che sui teoremi della scienza tradizionale.

Michael Gelb e Sarah Miller Caldicott, nel libro “Innovate Like Edison: The Five-Step System for Breakthrough Business Success”, analizzano l’approccio all’innovazione di Edison ed evidenziano alcune sue competenze (Edison’s Five Competencies of Innovation™).

Una di queste competenze (indovina un po’!) è proprio il pensiero caleidoscopico.

Vediamo, adesso, qualche suggerimento per sviluppare il tuo “pensiero caleidoscopico”:

– crea un “taccuino delle idee” dove annotare, senza alcuna censura, tutte le intuizioni che ti vengono in mente (nei vari momenti della giornata e nelle diverse situazioni);

– confrontati con persone esterne al tuo contesto lavorativo e che hanno una visione del mondo diversa dalla tua;

– cerca di individuare modelli che colleghino elementi non correlati tra loro: possono condurti ad intuizioni interessanti ed innovative;

– affronta i problemi sperimentando approcci di problem solving che coinvolgano entrambi gli emisferi; prova a descrivere, ad esempio, una situazione con una metafora o un’analogia;

– rappresenta le tue idee visivamente, utilizza mappe mentali, colori, disegni per agevolarne la comprensione e la condivisione;

– frequenta, di tanto in tanto, conferenze o corsi su temi al di fuori del tuo ambito professionale o su argomenti che non conosci;

– prova a riflettere su idee contrapposte tra loro (come “Aumentare il numero di clienti è sempre più facile” e “Aumentare il numero dei clienti è sempre più difficile”) cercando di analizzarle da più punti di vista.

Se ti interessa migliorare le tue abilità creative, puoi approfondire le tecniche usate da Thomas Edison e da Walt Disney scaricando l’ebook (gratuito) “Creativo come … te