Riesci a pensare “out of the box”? (2ª parte)

Photo: THINK by hillman54 and Donatella Pandolfi

Photo: “Think” by Hillman54 and Donatella Pandolfi

Ecco qualche altro accorgimento utile per imparare a pensare fuori dagli schemi.

4. Ampliare il campo delle possibilità

Nell’usare prodotti o servizi tendiamo a limitarci alle modalità d’impiego che ci vengono suggerite, senza fermarci a pensare quali altri usi ne potremmo fare. Cercare di ampliare le modalità di utilizzo di un certo oggetto può condurci a soluzioni efficienti e sorprendenti, come in questa storia.

Un Italiano entra in una banca di New York e chiede un prestito di cinquemila dollari per recarsi in Italia. Il funzionario gli chiede una garanzia, così l’Italiano tira fuori le chiavi di una Ferrari, parcheggiata davanti alla banca, e consegna i relativi documenti. Ottiene il prestito e un impiegato parcheggia la Ferrari nel garage sotterraneo della banca. Il presidente della banca e i suoi funzionari si fanno quattro risate alle spalle di un Italiano che utilizza una Ferrari da 250 mila dollari come garanzia di un prestito di cinquemila. Tre settimane più tardi l’Italiano ritorna, restituisce i cinquemila dollari e paga gli interessi pari a 15 dollari e 41 centesimi. Il funzionario gli dice: “Siamo veramente lieti per averla avuta come cliente, però mi tolga una curiosità : abbiamo assunto qualche informazione su di lei e ci siamo resi conto che lei è un milionario. Perché è venuto a chiederci un prestito di cinquemila dollari?”. La risposta dell’italiano è laconica: “Secondo lei dove posso trovare a New York un posto dove parcheggiare per un mese la mia Ferrari per 15 dollari e 41 centesimi e sperare di ritrovarla al mio ritorno?”.

I nostri prodotti, forse con qualche piccola modifica, potrebbero rispondere a numerose altre esigenze (espresse o latenti) dei nostri clienti attuali e futuri.

5. Non dare nulla per scontato

Ci sono delle modalità di lavorare, soprattutto nelle organizzazioni, che non vengono mai messe in discussione. Quando qualche nuovo assunto pone delle domande la risposta più frequente è abbiamo sempre fatto così”.  Molte innovazioni di successo sono state concepite da persone che hanno avuto il coraggio di mettere in discussione ciò che per tutti gli altri era ovvio e scontato.

Nel 1949 Frank McNamara era a cena, con alcuni clienti, presso il Major Cabin Grill di New York e, al momento di pagare, si accorse, con un certo imbarazzo, che aveva lasciato i soldi a casa. Un collega gli prestò i soldi per il conto, ma McNamara contrariato si domandò: “Perché le persone devono limitarsi a spendere per quel che portano con sé, invece che per quel che possono permettersi?”. Pochi mesi dopo, insieme a Ralph Schneider e Casey Taylor, McNamara fondò il Diners Club Inc. e mise sul mercato la prima carta di credito, usata principalmente, come indicava il nome, per pagare nei ristoranti.

Michele Ferrero, amministratore dell’omonima ditta dolciaria, nel 1968 esortava i suoi collaboratori a ideare nuovi prodotti. “I bambini sono attratti dalle uova di Pasqua perché sono gustose e hanno le sorprese”, disse ad una riunione, “… possiamo trovare il modo di dargli la Pasqua tutti i giorni?”. Il gruppo di lavoro cominciò ad elaborare delle ipotesi e, ben presto, lanciò sul mercato un nuovo prodotto che ebbe un notevole successo: gli ovetti Kinder Sorpresa.

Nell’estate del 1995, Pierre Omidyar era a cena con la sua fidanzata, Pam Wesley, appassionata collezionista di Pez Dispenser, contenitori per caramelle a forma di personaggi. Pam si lamentava del fatto che era sempre più difficile trovare altri collezionisti con cui scambiare pezzi delle sue raccolte. Pierre si domanda: “Come potrei darti la possibilità di contattare collezionisti in tutti gli Stati Uniti o, meglio ancora, in tutto il mondo?”. Si confrontano sulle nuove possibilità offerte da Internet e, pochi mesi dopo, Omidyar, quasi per scommessa (senza immaginare ciò che sarebbe poi accaduto), fonda AuctionWeb, un sito di aste on-line che, nel settembre del 1997, a seguito di un fulmineo successo, modifica il nome in eBay.

Un buon punto di partenza consiste nel porre domande, all’apparenza banali, ma che, se approfondite e valutate, possono celare al loro interno interessanti possibilità.

6. Aerare il cervello prima di soggiornarvi

Il nostro cervello ha bisogno di ossigeno: sia l’ossigeno “chimico”, che riceve con una corretta respirazione, sia l’ossigeno inteso come nutrimento creativo. Come è consigliabile svolgere un’attività fisica due-tre volte a settimana, è altrettanto necessario rinvigorire la nostra mente con stimoli multisensoriali (concerti, visite a musei e mostre, degustazioni particolari, ecc.). Quando viviamo esperienze simili, positive, vivaci e stimolanti, il nostro cervello produce delle sostanze chimiche che, oltre a  farci sentire bene, agevolano nuove connessioni e nuove idee. In momenti di difficoltà, in cui fatichiamo a trovare qualche nuova idea, allora, proviamo a cambiare attività, magari facendo una breve passeggiata, scambiando quattro chiacchiere con un collega davanti ad un buon tè, sfogliando dei fumetti, ecc. Anche la musica (soprattutto il ritmo), è un ottimo strumento per risvegliare l’emisfero destro, per “distaccarci” un momento dalla realtà quotidiana e cogliere connessioni insolite.

Questi semplici accorgimenti rappresentano, nella mia esperienza, un interessante punto di partenza per migliorare il nostro modo di pensare, per uscire dagli schemi e generare idee creative. La motivazione, ovviamente, è alla base del processo creativo. Lawrence Henry Summers, Rettore dell’Università di Harvard dal 2001 al 2006, redarguì due studenti che erano andati a lamentarsi nel suo ufficio con queste parole: “Ragazzi, in questa università non si viene per poi trovare un lavoro, si viene per inventarlo.”