Decalogo (semiserio) per chi vuole diventare più creativo

Idee_post_itCome posso diventare più creativo nel mio lavoro?”. Molto spesso, durante le mie lezioni o i miei corsi, le persone mi pongono questa domanda.

Alcuni, i più pessimisti, sciorinano anche un (lungo) elenco di motivi per cui nella propria azienda (o scuola, università, ospedale, associazione, ecc.) proprio non è possibile sviluppare la creatività. Mi verrebbe voglia, qualche volta, di rispondere: “Eh, no, per te non c’è alcuna opportunità: rasségnati!”, ma so che la verità è un’altra.

Gandhi, nella sua saggezza, diceva: “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Sono convinto che ogni cambiamento, ogni miglioramento nasce prima nella nostra mente e poi si realizza nelle nostre azioni.

Ecco, allora, una sorta di decalogo (semiserio) che mi sono divertito a scrivere per chi desidera diventare un professionista più creativo.

  1. Mente aperta: Quando mi viene in mente, o mi presentano, una nuova idea, prima di criticarla, provo ad accoglierla per evidenziare gli aspetti positivi e le opportunità che cela (comprese le proposte del boss o della suocera …);
  1. Osservazione: la realtà regala, continuamente, spunti interessanti: voglio osservare con maggior attenzione ciò che mi circonda (persone, oggetti, luoghi, servizi, ecc.). Come affermava Henry James: “Nulla è vano per la mente di uno scrittore“;
  1. Esplorazione: Scelgo un approccio “esplorativo”, mi impegno a conoscere metodi, professionisti e idee che sono (un po’) oltre i confini del mio ambito lavorativo. Conoscere e sperimentare nuovi approcci e, soprattutto, creare “intersezioni” tra discipline diverse può schiudere possibilità inattese;
  1. Flessibilità: quando mi capita un imprevisto, scelgo di reagire in modo creativo, di generare diverse alternative, di adattare al meglio quello che ho. “I venti e le onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili”, ammoniva Edward Gibbon. Desidero anche allenare la mia mente ad essere flessibile, a usare strumenti e idee in modo innovativo e a comprendere meglio nuovi paradigmi e nuovi scenari;
  1. Ispirazione: mi impegno ad organizzare (almeno ogni due o tre mesi) un aperitivo, una cena (o, comunque, un’occasione di confronto) con le persone più brillanti e creative che conosco. Oltre al piacere del confronto (e al divertimento), potrei portarmi a casa nuovi spunti e nuove suggestioni;
  1. Umorismo: riuscire a ridere di un problema o di una situazione (poco gradevole) è il modo migliore per affrontarla: scelgo di cercare, in ogni circostanza, gli aspetti divertenti. “L’umorismo come la bellezza”, ricordava lo scrittore George Mikes, “sta nell’occhio di chi osserva.”
  1. Curiosità: è un aspetto fondamentale per sviluppare la creatività, “La curiosità è il motore dell’intelligenza” – scriveva Cesarina Vighy – “è una robusta stampella con cui sorreggersi, è la porta aperta sulla vita.” Voglio dedicare qualche minuto, ogni giorno, a pormi della domande originali, che non mi sono mai posto prima e che potrebbero mettere in discussione lo “status quo” della mia azienda o della mia professione.
  1. Leggerezza: il mio lavoro e i miei progetti non sempre vanno come vorrei: farmi prendere dallo sconforto o dal nervoso, però, non serve. Meglio concentrarmi sugli aspetti positivi e sulle opportunità. Preferisco prendere la vita con leggerezza, come esorta Calvino: “leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.
  1. Giocare con le idee: voglio smontare e ricomporre le idee come facevo con i mattoncini delle costruzioni da bambino. In ogni intuizione c’è qualche elemento prezioso: se ho la passione (e la pazienza) di scomporla, migliorarla e riorganizzarla, posso dare vita a idee “dirompenti”;
  1. Aggiornamento: imparare continuamente è uno dei modi migliori per stimolare la mia creatività e la fluidità mentale. Voglio regalarmi almeno un’ora alla settimana da dedicare a letture stimolanti, a corsi on-line, a video ispiranti, ecc.

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